L’AVARO A PRANZO

manifesto 29 avaro - 70x100 - 15 lug 15 2000.29 agosto 2015
30 agosto 2015
ore 21.30
Prima assoluta


tratto da L’Avaro di Molière
con Lello Serao, Titti Nuzzolese, Antonio D’Avino, Marcello Gravina, Diletta Masetti, Roberto Ingenito, Nello Provenzano, Ivan Graziano, Fabiana Spinosa
costumi Annalisa Ciaramella
scene Laura Lisanti
aiuto regia Victoria De Campora
adattamento e regia Mirko Di Martino


La vicenda si trasferisce in Italia, nei primi anni ‘60, quando gli italiani scoprirono all’improvviso il benessere e il consumismo. L’avaro non è più il tirchio della tradizione, ma il nuovo imprenditore dedito al guadagno, attaccato al denaro non perchè non voglia spenderlo, ma perchè deve investirlo per guadagnarne ancora di più. Intorno a lui, è in atto un’altra grande trasformazione: per la prima volta, i giovani appaiono come una categoria a sé che rifiuta l’autorità dei padri e chiede spazio e visibilità. L”incontenibile desiderio di far ascoltare la loro voce si esprime attraverso la musica e la moda, con l’esplosione degli urlatori, dei Teddy Boys, del beat, delle minigonne, dei jeans. Arpagone vede tutto questo e lo rifiuta, percepisce il cambiamento senza esserne consapevole: intuisce che è arrivato il tempo del denaro, della ricchezza, del consumismo, ma non comprende che i protagonisti della nuova Italia saranno i nuovi consumatori, ovvero i giovani. La sua resistenza ostinata al cambiamento, il suo attaccamento al passato, prima che al denaro, lo porterà alla rovina. La sua cecità è, in fondo, anche quella di una generazione intera: quegli uomini avevano visto il fascismo, la guerra, la resistenza, la Repubblica, avevano insomma fatto l’Italia, eppure, dietro le luci abbaglianti del boom economico, erano incapaci di vedere la notte che stava arrivando.


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