OPATAPATA

manifesto 23 opatapata - 70x100 - 15 lug 15 2000.23 agosto 2015
ore 21.30
Prima assoluta


una riscrittura de La tempesta di William Shakespeare
un progetto di e con Roberto Azzurro
produzione Ortensia T


Quante volte ci siamo ripetuti: vorrei andarmene su un’isola deserta e ricominciare tutto daccapo? Molte. Molte. E come spesso accade è la fantasia – in questo caso il teatro – che ci permette di realizzare i sogni più incredibili, più astrusi, più immaginifici anche. Ma chissà se Prospero aveva immaginato che una volta sbarcato sull’isola, non avrebbe fatto altro che tentare di ricostruire la stessa esistenza che conduceva prima della sciagura che lo aveva ridotto lì, insieme alla figlia Miranda. Se Prospero avesse accettato la nuova condizione, e dunque avesse immaginato di ricostruirsi una vita alternativa, una vita senza più vincoli relazionali simili a quelli precedenti, se Prospero avesse accettato di aprire il suo cuore – un tempo infranto per il sopruso politico che lo aveva scacciato dalla sua posizione di comando, e dunque ancora dolorante – a un destino scevro da legami di potere, allora forse sarebbe stato davvero un essere umano pronto al cambiamento. Ma l’essere umano non è mai pronto al cambiamento della propria natura, per cui Prospero ristabilisce, con nuovi personaggi e nuove figure dell’isola, una dimensione di vittime e carnefici, di prepotenze e disguidi affettivi, pur di riportare se stesso al centro di un meccanismo di potere – unico obiettivo dell’uomo di tutti i tempi e i continenti, dell’uomo antico e dell’uomo moderno, di antichi teatrini di corte, e di moderni teatrini di regimi attuali. L’essere umano non riesce a fare a meno di parametri che gli ricordino continuamente quanto sia migliore di qualcun altro, giacché da solo evidentemente non ce la fa a convincersene, per cui ricorrere all’esercizio del potere è l’unica soluzione che gli resta quando intorno vede soltanto solitudine, evidentemente. In un viaggio profondo e apocalittico vedremo ricomparire come generati e germogliati dalla fantasia del mago Prospero tutti i personaggi della sua esistenza, come in un tourbillon psicanalitico e psichedelico, tutti pronti a impersonare la propria parte e quella degli altri personaggi di questa storia. Come un direttore d’orchestra/regista/raccontatore folle e iperbolico, funambolico e grottesco Roberto Azzurro, attraversa i corpi e le voci del mago Prospero e di tutti gli altri personaggi che popolano quest’isola deserta, come lo è proprio adesso la nostra realtà, di figure e anime, di sguardi e parole, portandoci in un gioco metateatrale suggestivo e divertente, dissacrante e fantasmagorico, tra persone e personaggi, tra abisso e cielo, tra sogno e realtà, tra il demonio della propria natura e la santità delle proprie aspirazioni.

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