Jonoj

minaitura 29 229 agosto 2016
ore 21.30


con Ivan Improta e Adelaide Oliano
adattamento e regia Victoria DeCampora, Roberto Ingenito, Adelaide Oliano


Il nostro allestimento potrebbe essere definito una passeggiata acrobatica sulle sedie. Due vecchi aspettano il loro pubblico invisibile, hanno un messaggio che salverà l’umanità. I due vecchi sono però anche due attori, e di pubblico ce n’è in effetti uno reale, presente. Di qui l’ambiguità, la confusione, l’accavallamento, citano Ionesco più che metterlo realmente in scena. La loro realtà coincide con quella dei personaggi che interpretano, le musiche sembrano quasi una citazione ulteriore dei testi. I due giocheranno con Le Sedie fino a che le sorti non coincideranno totalmente nella morte, cioè nella fine dello spettacolo. Il riadattamento è stato curato durante l’allestimento attraverso una scrittura scenica, attraverso le improvvisazioni degli attori, attraverso l’ascolto delle musiche. Musiche che sono diventate parte della drammaturgia, che hanno valorizzato e non sostituito il testo. In una lettura più attenta dell’originale “Le Sedie” di Jonesco abbiamo colto un aspetto che in un primo momento ci era sfuggito: l’eleganza. L’atmosfera di Parigi negli anni cinquanta, intrisa di cultura, di vivacità, di memoria; di Parigi che risorge dolorosamente, ma anche con ironia e compostezza dalle macerie della guerra. I recenti e drammatici attentati terroristici, accaduti nel pieno del nostro lavoro e quando avevamo già imboccato questa strada, hanno rafforzato l’idea di un omaggio alla cultura europea decadente e nostalgica. Abbiamo evitato per quanto possibile l’indulgenza al grottesco, privilegiando sempre l’ironia, la leggerezza, il gioco sul teatro.